DECRETO LIQUIDITA’ E DIRITTO SOCIETARIO

Il Decreto Legge dell’ 8 aprile 2020, n. 23 (in Gazz. Uff., 8 aprile 2020, n. 94) ha introdotto una serie di misure volte ad assicurare la regolare prospettiva di continuità aziendale per le imprese colpite dal Covid-19. In ambito societario, di grande rilevanza sono le disposizioni di cui agli artt. 6, 7 e 8.

Gli articoli 6 e 7 del Decreto mirano ad evitare che imprese “sane” fino al diffondersi dell’epidemia, subiscano perdite che mettano in crisi la continuità aziendale.

In particolare, l’art. 6 vieta l’applicazione di tutte le norme codicistiche inerenti alle perdite di capitale che si dovessero verificare nel corso degli esercizi sociali chiusi entro il 31 dicembre 2020. Dunque, la suddetta previsione tende ad evitare che la perdita del capitale imputabile all’attuale stato di crisi e verificatasi nel corso dell’esercizio sociale chiuso al 31 dicembre 2020 ponga gli amministratori nell’alternativa tra la messa in liquidazione della società e il rischio di esporsi ad un’eventuale responsabilità per una gestione aziendale non conservativa. Rispetto a quanto sopra previsto, risulta altresì coerente l’ulteriore previsione contenuta nel suddetto articolo 6 che dispone la sospensione della causa di scioglimento per riduzione o perdita del capitale sociale di cui all’art. 2484, primo comma, n. 4) c.c..

L’art. 7 stabilisce, invece, l’obbligo di redigere i bilanci chiusi al 31 dicembre 2020 nella prospettiva della continuità aziendale solo laddove questa risultasse sussistente anche prima dell’entrata in vigore delle prime misure volte a fronteggiare l’emergenza Covid-19 (i.e. 23 febbraio 2020). Quindi, tale disposizione non risulta applicabile a quelle imprese che già erano prive di suddetta prospettiva nella formulazione del bilancio di esercizio anteriormente a tale data. La ratio di questa disposizione si ravvisa nel garantire un’adeguata rappresentazione della realtà societaria, anche a tutela dei terzi. Pertanto, sarà cura delle imprese interessate fornire nella nota integrativa adeguata evidenza della sussistenza della continuità già alla data del 23 febbraio. Detta misura si estende anche ai bilanci chiusi entro il 23 febbraio 2020 e non ancora approvati.

Infine, l’art. 8 deroga alle norme codicistiche che prevedono la postergazione del rimborso dei finanziamenti effettuati dai soci o da chi esercita attività di direzione e coordinamento qualora detti finanziamenti siano stati effettuati dalla data di entrata in vigore del Decreto sino al 31 dicembre 2020. La deroga ha certamente la finalità di evitare che la società rivolga altrove le sue esigenze di credito incentivando così un maggior coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento.

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